da Parigi al cuore dell'Umbria
di Alfredo Falvo
Alla scoperta del Centro Benessere più esclusivo d’Italia
Nulla di strano se da 20 anni a questa parte, in un paesino di nome Melezzole, nel cuore dell’Umbria, nell’area che va tra Orvieto e Todi, si nota un via vai di volti noti, macchine blu e professionisti provenienti da tutta Italia. Nulla di strano, infatti, se in maniera scadenzata nel corso dell’anno, le strade di Melezzole vedono aumentare il proprio traffico in maniera curiosa, considerando il fatto che il borgo conta ad oggi qualcosa come trecento abitanti.
Il punto è che dal 1990, il piccolo paese, oltre ad offrire le innegabili bellezze paesaggistiche umbre, è meta di numerosi “pellegrinaggi” verso l’Health Center più esclusivo d’Italia.
A fondarlo è stato Marc Mességué. Parigino di nascita, padre di due figli, Maxime e Michael, una grande passione per le erbe e le loro proprietà, una passione profonda trasmessagli dal padre Maurice, creatore del “Laboratoires des Herbes Sauvages”, il primo centro europeo delle coltivazioni controllate e biologicamente protette.

Sull’onda di una consolidata esperienza nel campo della fitoterapia, il giovane Marc decide dapprima di seguire personalmente il centro Mességué di Bordighera nel 1985, ma l’anno che segna realmente l’incipit della sua attività è il 1990, con l’inaugurazione del suo “Marc Mességué Health Center”, l’istituto fitoterapico più completo ed elegante in terra italiana, ricavato dal restauro di un antico maniero, la quattrocentesca Torre Errighi, situata proprio nel cuore dell’Umbria.
L’atmosfera di una storia antica e il fascino di un luogo d’altri tempi, rappresentano il teatro perfetto dove beneficiare dei metodi naturali di somministrazione delle erbe che uniti ad una sana alimentazione rappresentano l’amalgama più ricercato da donare a noi stessi: l’armonia perduta, il connubio tra salute e benessere del corpo e della mente.
Da queste basi nascono i presupposti per le domande che gli abbiamo rivolto:
La sua famiglia è da generazioni dedicata alla fitoterapia. Quanto nel suo lavoro ha ereditato da suo padre?
Si può dire che la fitoterapia è una ‘malattia di famiglia’. Mio nonno l’ha trasmessa a mio padre e io l’ho ereditata. È mio padre che mi ha insegnato le proprietà delle piante, a riconoscerle e ad amarle. Gli devo molto, a prescindere da tutto. Nel tempo, ovviamente la fitoterapia è cambiata. Si studiano e si utilizzano erbe prima sconosciute: ad esempio l’arpagofito, una pianta extraeuropea, ottimo antinfiammatorio, ma non usata nelle ricette di mio padre che amava solo le piante del suo territorio. Oppure l’iperico, ormai riconosciuto come antidepressivo ma 40, 50 anni fa la “malattia del secolo” ancora non aveva colpito così profondamente come ora.
Parliamo ancora di fitoterapia; crede che si sia scoperto tutto o ritiene che ci sia ancora un margine di maggiore conoscenza in questo campo?
Assolutamente, forse siamo solo al 20%, poco meno o poco più. Mi creda, chi ha creato questo mondo ha di certo immaginato che ogni problema possa essere risolvibile in natura. Di questo sono assolutamente sicuro.
Quali sono i principi fondanti, le linee guida della “cura Mességué”?
La fitoterapia, con le erbe in tutte le forme e declinazioni, in foglie, radici, micronizzate, con maniluvi, pediluvi, inalazioni, decotti, tisane, infusi, capsule, tinture madri e soprattutto, ispirati alla saggezza indiana, i massaggi con tamponi alle erbe.
Ci sono disturbi verso i quali la terapia Mességué è estremamente efficace ed altri in cui purtroppo si rivela infruttuosa? Eventualmente quali?
In tutte le terapie che rinforzano l’organismo, come l’ipertensione, l’extrasistole, lo stress, le malattie psicosomatiche. Le erbe non funzionano su malattie gravi, virali...
Marc Mességué e la “dieta di un giorno”; in che consiste?
È un sistema vecchio come il mondo. Le diete funzionerebbero tutte, il problema è che nessuno le fa . Non si riesce ad avere una vita sociale e familiare normale; uscire con gli amici ed essere anche piacevoli e rilassati se si deve seguire una dieta restrittiva, spesso, diciamolo pure, è deprimente. La soluzione sta nel rovesciare il metodo. Un solo giorno a settimana di corretta regola alimentare mangiando il giusto senza sale e olio. Questo per le 52 settimane dell’anno. Il giorno è a scelta, ma è bene pesarsi di prima mattina. Poi una colazione con fette biscottate, marmellata di frutta fresca, uno spuntino con yogurt o frutta a metà mattina e metà pomeriggio, un pranzo con 200/250 grammi di pesce con verdure, e ugualmente a cena. Consiglio sempre il pesce perché 250 grammi di buon pesce spinato sono soddisfacenti e maggiormente appaganti per gli occhi e il palato, mentre la stessa quantità di carne, beh... è un po’ avvilente. Comunque, se amate la carne, che carne sia, bianca o rossa. Unica raccomandazione, niente olio, e soprattutto niente sale aggiunto. E l’acqua , bere molta acqua. Poi ripesarsi il mattino del giorno dopo sulla medesima bilancia. Se la perdita fosse anche solo di 100/150 grammi il risultato sarà ottimo; pensate che moltiplicando questo peso per le cinquantadue settimane dell’anno si ottiene un calo di ben 5/8 kg. Ma di massa vera, del vero grasso in eccesso. Poi la settimana successiva, il medesimo giorno, ripetere da capo. Chiamatelo come volete: One Day Light oppure La Giornata Magra, per un giorno alla settimana. Ma dopo tante prove sono certo che questo è il metodo vincente. Ci vuole un po’ di costanza, il risultato sarà più lento, ma di certo più soddisfacente, reale e soprattutto duraturo. Poi - mi faccio un po’ di pubblicità - sul mio libro “La formula vincente =1x52” troverete tutto, comprese le ricette dei miei fantastici chef di Melezzole.
Francese, due figli; come si arriva da Parigi a Melezzole, creando l’Health Center più prestigioso d’Italia?
Sono percorsi di vita. Cose che devono accadere e basta. Ero a Bordighera, nel centro che avevo aperto con Nara Mondadori. È stata un’esperienza bellissima: è lì che ho formato il gruppo di lavoro che poi mi ha seguito nell’esperienza umbra. Ma io desideravo un centro mio, che portasse il mio nome, che rappresentasse la mia Guascogna e che fosse l’emblema della tradizione della mia famiglia. E l’occasione è venuta da uno dei miei clienti, un costruttore romano che con altri 4 “pazzi” ha acquistato un Maniero a Melezzole, un paesino medievale di 300 anime fra Orvieto e Todi, realizzando il mio sogno, che oramai ha compiuto 20 anni.
Se nella vita non si fosse occupato di erbe e di fitoterapia, quale sogno professionale avrebbe rincorso?
Avrei voluto fare molte cose, come tutti, suonare bene il piano, essere un grande ingegnere... ma ciò che so fare meglio è questo, è il gene della mia famiglia. Non posso farci nulla!
Ci avviamo alla conclusione: considerando la nostra cultura alimentare, pensa sia facile per i suoi clienti italiani rispettare i consigli che ricevono nel maniero e seguirli fedelmente anche rientrati a casa, nella loro quotidianità?
Assolutamente sì. Non c’è nulla da pesare, niente porzioni rigide, solo bere molta acqua, salare meno e fare la giornata magra. I nostri avi l’hanno fatto per 600 anni... altro non è che il venerdì magro. Non credo di chiedere molto, non ne conviene? E se è vero che la pasta per gli italiani è importante, ridurne solamente l’uso ve la farà gustare di più.
Lei ha una serie interminabile di clienti importanti e di personaggi famosi; sia sincero, le è mai capitato qualcuno che le ha reso la “vita difficile” nel fargli seguire le sue indicazioni alimentari?
Beh di persone importanti ne sono venute e ne vengono continuamente. I “Vip” non mi creano problemi quasi mai, anzi... e poi valga per tutti la frase che ha lasciato sul libro delle firme all’entrata del maniero, un grande attore che ora non c’è più: “Chi pensa di non aver bisogno di Marc, conosce poco Mességué e pochissimo se stesso." A scriverla è stato Massimo Troisi!
Oggi l’HCMM può contare su uno staff selezionato di grande professionalità: 42 collaboratori per le 29 camere a disposizione degli ospiti. Quattro medici specializzati, tre capi reparto, quattro cuoche per la composizione dei pasti personalizzati coadiuvate da altre quattro cameriere per il servizio ai tavoli, sei receptionist, cinque addetti tecnici e personale dedicato ai giardini del maniero; due personal trainer e dodici fra massaggiatori, estetiste e fisioterapisti.
Marc Mességué è autore inoltre di moltissime pubblicazioni sulle erbe, ed invogliato dalle continue richieste di consigli, ha deciso di scrivere “La dieta di un giorno”, per dare a tutti coloro che desiderano mantenere un sano benessere psicofisico, un pratico metodo salutare con l’obiettivo di ottenere risultati reali e veloci, senza alterare il proprio stile di vita. Attualmente monsieur Mességué sta sviluppando una serie di progetti che tenderanno a diffondere la metodologia ‘Marc Mességué’ in alcune delle più innovative Day Spa d’Italia.
È bene però ricordare che il maniero di Melezzole non è soltanto un centro benessere dove è possibile perdere peso ma anche un Health Center completo dei più innovativi trattamenti per la cura del proprio corpo, tra i quali: massaggi fisioterapici, rassodanti e modellanti, shiatsu, doccia sensoriale, bagno turco, lettini autorelax oltre che piscina, palestra, slim fit, ciclette a raggi infrarossi, idromassaggio e fitness.
Oggi, dopo Carlo VIII sul finire del ‘400, Melezzole ha trovato nelle cronache della sua storia un altro Re di Francia, ma questa volta potremmo dire con certezza… anche un po’ italiano.
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