da Parigi al cuore dell'Umbria
di Alfredo Falvo
Alla scoperta del Centro Benessere più esclusivo d’Italia
Nulla di strano se da 20 anni a questa parte, in un paesino di nome Melezzole, nel cuore dell’Umbria, nell’area che va tra Orvieto e Todi, si nota un via vai di volti noti, macchine blu e professionisti provenienti da tutta Italia. Nulla di strano, infatti, se in maniera scadenzata nel corso dell’anno, le strade di Melezzole vedono aumentare il proprio traffico in maniera curiosa, considerando il fatto che il borgo conta ad oggi qualcosa come trecento abitanti.
Il punto è che dal 1990, il piccolo paese, oltre ad offrire le innegabili bellezze paesaggistiche umbre, è meta di numerosi “pellegrinaggi” verso l’Health Center più esclusivo d’Italia.
A fondarlo è stato Marc Mességué. Parigino di nascita, padre di due figli, Maxime e Michael, una grande passione per le erbe e le loro proprietà, una passione profonda trasmessagli dal padre Maurice, creatore del “Laboratoires des Herbes Sauvages”, il primo centro europeo delle coltivazioni controllate e biologicamente protette.
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Una dolce storia italiana
di Alfredo Falvo
Se dovessimo tracciare la storia del Gruppo Ferrero, riferendoci soprattutto alle dichiarazioni dei diretti responsabili, al quadro dirigente o ai vari amministratori delegati che nel tempo si sono succeduti dalla nascita del Marchio ad oggi, di materiale da leggere ce ne sarebbe davvero poco. Fedele alla riservatezza come nessun’altra delle famiglie italiane, la Ferrero ha da sempre affidato la sua comunicazione con l’esterno ad un solo motto: far parlare i suoi prodotti.
Scoperto questo piccolo segreto, si capisce subito che di cose da dire, ve ne sono improvvisamente davvero molte. A cominciare dal 1942, l’anno in cui Pietro Ferrero apre un piccolo laboratorio in via Rattazzi, iniziando a dare libero sfogo alla sua fantasia con i primi esperimenti ‘dolciari’.
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Unità di Crisi -un sms per viaggiare sicuri |
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La Farnesina al servizio degli Italiani all’estero
di Sara Aversano
Nuovi scenari politici, terrorismo, rischi di calamità naturali e sviluppo di nuove epidemie hanno richiamato l’attenzione del Ministero degli Affari Esteri che, per assistere al meglio gli italiani in vacanza, ha ideato un sistema di comunicazione semplice e all’avanguardia.
Infatti,se è vero che da sempre la Farnesina è capace di rispondere con efficacia e tempestività alle diverse tipologie di rischio, è anche vero che solo di recente si è affidata ai nuovi mezzi di comunicazione, in modo da rendere quasi nulla la lontananza tra coloro che sono chiamati a proteggerci e i viaggiatori. L’unità di crisi è una struttura capace di reagire con velocità e prontezza nel caso in cui si dovesse verificare una situazione di emergenza. Tutto il personale infatti, circa trenta persone, è polivalente e addestrato alla gestione operativa.
Proprio dal lavoro di questa speciale squadra nascono i due siti che oggi vi andiamo a raccontare: www.viaggiaresicuri.it e www.dovesiamonelmondo.it.
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Sovrana Eleganzanelle sale del castellodi Riccardo Dionisi Dallo scorso 13 settembre fino al prossimo 8 marzo la magnificenza delle sale del Castello Odescalchi sta ospitando la “sovrana eleganza” e gli abiti scultura dello stilista Roberto Capucci.
La mostra è stata organizzata dal Museo del Castello e dall’Associazione Opere, in stretta collaborazione con la Fondazione Roberto Capucci.
L’allestimento curato direttamente da Roberto Capucci si è distinto non solo per l’imponenza del numero degli abiti “scultura” (ben 66), ma anche per la bellezza dell’allestimento realizzato al secondo piano dell’Ala nobile, nel Loggiato e nell’antica sala del Guardaroba. Le forme plastiche degli abiti realizzati da Capucci si sono fuse alla perfezione con le solide pietre del Castello e con le opere ospitate nel Museo: i grandi ritratti, i cortei fastosi degli affreschi con lo sfarzo di velluti e broccati, le armi lucenti di ferro e acciaio. La mostra ha fatto emergere, se ce ne fosse stato bisogno, il rapporto elettivo che il maestro Capucci ha con tutte le forme d’arte. Un esempio è rappresentato dall’allestimento realizzato all’interno della sala della Loggia; la prima esposizione assoluta di 25 disegni di costumi teatrali, è stata accompagnata da un commento di Luca Ronconi. I bozzetti nati da un puro esercizio creativo, illustrano il forte desiderio dello stilista di misurare il proprio caleidoscopio immaginario con le potenzialità espressive e comunicative dell’abito, che diventa costume quando usa la propria forma e la propria materia per descrivere un carattere e costruire un personaggio.
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In difesa del consumatore |
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A Parma con L' EFSAdi Edi Dini Non si parla molto, se non fra “gli addetti ai lavori”, di quella che, per molti versi, è una delle principali Agenzie di quelle istituite dalla Comunità Europea; quell’EFSA (acronimo di European Food Safety Authority) che per volontà unanime dei Paesi Membri della Comunità Europea, ed anche grazie all’impegno del Governo Italiano, è stata istituita nel gennaio del 2002, a seguito di una serie di crisi alimentari che hanno minato la fiducia dei consumatori riguardo la sicurezza alimentare, nonché la capacità delle autorità pubbliche dei singoli Paesi di proteggere pienamente la salute dei consumatori stessi. L’EFSA, dall’ottobre 2005, ha la sua sede a Parma nel bel Palazzo Ducale (che è situato nel Parco Ducale) ed è l’unica Authority comunitaria con sede in Italia. La scelta della sede di Parma ha avuto ed ha unanimi consensi, sia nazionali che internazionali, in considerazione del fatto che questa città rappresenta il “cuore” di quella che viene considerata la food valley italiana, come a dire il cuore del cuore del più qualificato alimentare specifico e globale che è, senza dubbio, quello italiano.
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Un’eccellenza italiana,nel ruolo di ambasciatoredella nostra cultura gastronomica nel mondodi Alfredo Falvo Un giorno più di cento anni fa, lontano nel tempo e perso nella memoria, un signore di nome Pietro Barilla decide di aprire un forno nella città di Parma.
Fermo nelle sue intenzioni e di sicuro ambizioso come tutti gli imprenditori pionieri, il signor Pietro comprende che il suo forno può diventare una grande azienda; i numeri lo avrebbero portato in breve ad imporsi sul mercato locale.
E fu solo il primo passo. Dopo oltre un secolo di lavoro, oggi il marchio Barilla è diventato sinonimo di altissima qualità nel campo dell’alimentazione.
Pochi anni or sono, per espresso desiderio della famiglia Barilla, è nata una nuova realtà, Academia Barilla, struttura che in sé incorpora le massime eccellenze dell’alimentare italiano, con l’obiettivo di diventare ambasciatore della nostra cultura gastronomica nel mondo.
Parliamone con Gianluigi Zenti, da diciotto anni in Barilla e che attualmente, dopo il successo ottenuto tra il ‘93 e il 2000 negli Stati Uniti curando l’apertura delle filiali americane prima a New York poi a Chicago, riveste il ruolo di General Manager di Academia Barilla.
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