| Agrigento |
|
|
|
Pagina 1 di 3 e le meraviglie dell’area archeologicadi Arnaldo Gioacchini
Vi sono luoghi di tale bellezza da lasciare esterrefatti ove si può solo ammutolire ed ammirare quanto gli umani di secoli e secoli fa hanno realizzato. Realtà in cui, attraverso splendide e grandiose architetture, si avverte una vicinanza quasi tangibile, non percettibile altrove, alle leggende e soprattutto ai miti. Sono estremamente pochi in tutto il pianeta i siti ove ciò accade ma uno di questi è di sicuro posto nella siciliana Agrigento che ostenta una sua vasta ed opulenta area archeologica meravigliosamente conservata. Tanto è vero ciò che nel 1997 l’area archeologica di Agrigento è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale Dell’Umanità.
Fondata appunto come colonia greca nel VI secolo da popolazioni provenienti da Gela e da Rodi, Agrigento diventò una delle più importanti città del mondo mediterraneo. La sua supremazia si può ancora scorgere nelle rovine dei meravigliosi templi dorici che dominavano la vecchia città. Inoltre aree di scavo all’aperto permettono anche di fare luce sulla città del tardo periodo ellenico e romano e sulle pratiche di sepoltura dei suoi abitanti dell’epoca paleocristiana. La splendida città di Agrigento, l’antica città di Akragas (per i Greci) Agrigentum (per i Romani), è situata nella parte meridionale della Sicilia a 230 metri dal livello del mare. La città vede convivere antiche tradizioni e nuove usanze, il tutto in una splendida cornice d’altri tempi. Testimonianza della cultura greca è la Valle dei Templi che sorge nella parte più a sud, sulle vestigia dell’antica città. Qui si trovano i templi edificati a partire dal V secolo a.C., costruiti in stile dorico con tufi calcarei locali. Sin dalle origini Akragas divenne una delle più importanti città della Magna Grecia, in Sicilia seconda solo a Siracusa. L’area urbana era circondata da mura di fortificazione con nove porte. Dopo il 210 venne saccheggiata dai Romani e assoggettata all’impero sino all’invasione e alla riedificazione da parte degli arabi. Il tempio della Concordia si trova lungo la via Sacra, anch’esso eretto verso il V secolo, oggi è quello meglio conservato. Il tempio dei Dioscuri i leggendari gemelli nati dall’unione del la regina di Sparta con Zeus, è diventato il simbolo della città di Agrigento, oggi conserva solo quattro colonne. Il tempio di Efesto risalente al V secolo doveva essere una costruzione imponente, oggi ci rimane ben poco. Nelle fondamenta furono rinvenuti i resti di un tempietto arcaico. Il tempio di Asclepio fu costruito ben fuori delle antiche mura della città, luogo di pellegrinaggio dei malati che chiedevano di essere guariti. Per quanto concerne l’abitato esso si sviluppa su dei terrazzamenti collegati da rampe e gradinate. Tutti aspetti di grande interesse che si sono confermati e svelati attraverso una precisa visione aerea effettuata a metà del novecento. Va anche detto che la gran parte della città greca e romana è ancora nascosta sotto la distesa di mandorli ed ulivi secolari, incredibile ma vero! Scrive Salvatore Quasimodo nella sua stupenda lirica “Tempio di Zeus ad Agrigento”: …Tu giri antica ruota di ribrezzo,tu malinconia che prepari il giorno attenta in ogni tempo,che rovina fai d’angeliche immagini e miracoli, che mare getti nella luce stretta d’un occhio! Il telamone è qui, a due passi dall’Ade, disteso nel giardino di Zeus e sgretola la sua pietra con pazienza di verme dell’aria: è qui, giuntura su giuntura, fra alberi eterni per un solo seme.
|







Il Comitato ha deciso di inserire l’area nella World Heritage List ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città
A testimonianza dell’antica cultura classica di questi luoghi la Valle dei Templi riunisce i templi degli dei e delle dee oltre alla zona delle necropoli e dei santuari extra-moenia: per preservarne intatte le vestigia e la magia, nel 2000 è stato istituito il Parco Archeologico della Valle dei Templi che comprende Il tempio, posto nella parte più alta dell’antica città greca, dedicato alla dea Era Lacinia, edificato nel V secolo, fu incendiato nel 406 a.C dai Cartaginesi. Nel tempio, dedicato alla dea protettrice del matrimonio e del parto, i Greci solevano celebrare le nozze dopo aver svolto un rito propiziatorio.
forma piramidale, fu eretto per ricordare i caduti nella seconda guerra punica. Da non dimenticare inoltre quanto vi è di necropoli e di complessi ipogeici, anche queste realtà estremamente interessanti sotto il profilo storico archeologico, un territorio questo attraversato dai fiumi Akragas ed Hypsas. Una città Akragas sviluppatasi anche attraverso un imponente impianto urbano. Basti dire che, solo nell’area che si estende dalla collina meridionale ai piedi della rupe Atenea, si contano ben sei grandi arterie (plateiai) che l’attraversano da est ad ovest intersecate da 30 strade secondarie (stenopoi) in direzione ortogonale ed è in questo sistema regolare che si inseriscono tutti gli edifici della città antica ivi compresi il ginnasio ed il bouleuterion.
folkloristici.